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PICCOLE E GRANDI CONCESSIONARIE
La politica dei concessionari non è certo quella di privilegiare il ritiro dell’usato, costretti ad applicare valutazioni spesso non consone al valore reale di mercato, proprio per i motivi illustrati nel paragrafo relativo a”Vendere la macchina”.
Nel caso comunque di ritiro in un certo senso”obbligato”per poter vendere il nuovo, il professionista, và comunque ad investire parte del suo guadagno in un ulteriore bene, senza monetizzare liquidamente e nell’immediato presente il guadagno.
Da una prima analisi, emerge quindi che in questo caso i concessionari auto, vedono impegnati nei loro numerosi parchi dell’usato, la maggior parte dei loro guadagni derivanti appunto alla vendita di autoveicoli nuovi.
Oltretutto egli ha una doppia convenienza a presentarsi dal concessionario SOLO per acquistare il nuovo: L’organizzazione di una concessionaria, che ha di per se dei costi di gestione elevati, dovrebbe riversare parte degli utili derivanti dalla vendita delle vetture usate per compensare il proprio parco vetture usate.
Comunque, come già detto, un vantaggio incontestabile nell’acquistare una macchina dal concessionario è la garanzia che egli per legge deve dare anche sull’usato: è chiaro che la validità di questo concetto è subordinata alla serietà del concessionario stesso.
Una soluzione fino a non tanti anni fa impensabile è l’acquisto di un usato da permutare con un altro usato: naturalmente questa operazione è possibile solo se la vettura acquistata è di categoria superiore ed ha pertanto un valore maggiore rispetto alla vettura consegnata.
Questa è comunque un “caso limite” a cui ricorrono i concessionari per eliminarsi dal parco macchine modelli con poca vendibilità a fronte di ritiro di auto con maggiore mercato.
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